Molfetta durante la guerra.

In questa immagine scattata da un carro armato durante il passaggio su C.so Dante, notiamo a destra la Chiesa di S. Stefano. La qualità della foto non è buona, ma molto bella da vedere. 
(E' una foto che ci è stata gentilmente inviata. Non abbiamo maggiori informazioni, data, autore, autenticità).
(cliccare sull'immagine per ingrandirla).
In quest'altra foto invece notiamo un militare nei pressi di piazza Santa Teresa, Molfetta.

(Ringraziamo Gegè Luigi Gadaleta per la bellissima foto concessa).
1932



(1944 - Soldati Inglesi a Molfetta).

(Ringraziamo Gegè Luigi Gadaleta per la bellissima foto concessa).

La città di Molfetta ha subito numerosi danni sia durante la prima che durante la seconda guerra mondiale. Il numero di vittime della prima guerra tra i molfettesi fu il più elevato in tutta la Regione dopo quello del Comune di Bari: 504 soldati di cui 64 appartenenti all’arma della Marina Militare.
La città fu anche zona di diversi bombardamenti: il 1° giugno 1915 (aeroplani austriaci), 11 agosto 1915 e 27 luglio 1916, bombardamento austriaco che causò la morte di nove persone (numero totale). Ricordiamo che una bomba fu sganciata tra via Amedeo e via Rattazzi. Il Seminario Vescovile fu trasformato, durante la prima guerra mondiale, in ospedale di guerra per accogliere i soldati malati. 
Dobbiamo citare invece come il porto di Molfetta, durante il secondo conflitto mondiale, fu una grande "discarica" di ordigni bellici, ad opera degli angloamericani. Si conta che nella sola costa molfettese, sopratutto proseguendo verso torre Gavetone, ci siano circa 10 mila ordigni militari letali, proibiti dalle convenzioni internazionali (contenenti arsenico). Ricordiamo anche che il 02-12-1943 i nazisti bombardarono 17 navi alleate, nel porto di Bari, causando molti morti e il più grande disastro chimico della seconda guerra mondiale ( la nube tossica si estese a tutte le città limitrofe, inquinando anche le acque ).

Con il trattato di Utrecht del 1714, che pose fine alla guerra tra Filippo V e gli Stati d'Europa, il Regno di Napoli cessò di essere dominio spagnolo e divenne dominio austriaco. Iniziò così l'occupazione austriaca di Molfetta.
In età napoleonica, precisamente il 5 febbraio 1799, la città fu teatro di sanguinosi tumulti, in parte causati dal comune sentimento anti-francese, in parte dovuti a motivazioni socio-economiche.

Nel 1815, con il Congresso di Vienna, Ferdinando I riconquistò il potere e divenne sovrano del Regno delle Due Sicilie, restaurando il dominio borbonico del sud Italia. Di conseguenza sorsero, anche a Molfetta, alcune società segrete come quella dei Filadelfi, in lotta per la libertà.

Dopo un avvicendamento di potere tra francesi e austriaci, la località seguì le vicissitudini dell'Italia unita. Nell'ottobre del 1860 infatti si tenne nella Piazza Municipio di Molfetta, il plebiscito per l'annessione del Regno delle due Sicilie al governo di Vittorio Emanuele II, il cui scontato esito decretò l'annessione del regno all'Italia unificata.
Assai grande fu il tributo di vite umane che la città pugliese dové subire durante la prima guerra mondiale offrendo alla patria il sacrificio di 500 concittadini, tra cui quello del maggiore Domenico Picca. Dopo alcuni mesi dall'inizio della guerra, la città subì un cannoneggiamento da parte di una unità della marina austriaca e successivamente subì un attacco aereo, che produsse alcune vittime fra la popolazione civile.

Dal secondo dopoguerra ad oggi
Dopo la seconda guerra mondiale la fisionomia della città venne profondamente modificata, con la costruzione di nuovi quartieri. In seguito al crollo di una palazzina, nel 1964, iniziò un lento abbandono, che solo negli ultimi anni sta vedendo dei primi segni di rinascita. (Wikipedia).

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