Chiesa di Sant'Anna - Chiesa della Santissima Trinità.

(Foto: Gegè L. Gadaleta album)

Chiesa della Santissima Trinità
La Chiesa della SS. Trinità è formata da un'unica navata ed è completata da un piccolo campanile a vela.
(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta album per questa bellissima foto, in alto).
La Chiesa è situata lungo il Corso Dante, accanto a quella dedicata a Santo Stefano, è meglio conosciuta come chiesa di Sant'Anna. Le prime notizie risalgono al 1154, epoca in cui apparteneva ai Padri Benedettini della Santissima Trinità di Venosa. Nel 1297 la chiesa diventò proprietà degli Ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme. Dal 1446 la chiesa fu diretta dai Padri Celestini. Attualmente è di proprietà della Diocesi. Nella foto notiamo una edicola votiva, alla destra dell'entrata, eliminata alla fine degli anni sessanta. All'interno della chiesa si trova la statua di S. Gioacchino, opera di Malecore, del laboratorio di cartapesta di Lecce. La statua di S. Antonio, donata da signora Giulia Vasco. Ricordiamo anche una tela raffigurante la Visitazione di Maria SS, attribuita al pittore bitontino Nicola Gliri.
(Gegè L. Gadaleta album foto).

Nella Chiesa della SS. Trinità la maggiore devozione è rivolta a S. Anna. 
Secondo i vangeli apocrifi Anna era figlia di Achar, della tribù di Levi e sorella di Esmeria, madre di santa Elisabetta e nonna del Battista. Giuseppe d'Arimatea era suo zio materno. Il suo matrimonio con Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide, non produsse prole, anche dopo venti anni, a causa della sterilità del marito: umiliato pubblicamente (un uomo di nome Ruben gli aveva impedito di sacrificare al tempio per non aver dato figli a Israele), Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre erano separati, un angelo sarebbe apparso ad Anna e le avrebbe annunciato l'imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si incontrarono alla Porta Aurea di Gerusalemme: gli autori medievali vedono nel loro casto bacio il momento dell'immacolato concepimento di Maria. Secondo la tradizione Anna e Gioacchino, con Maria bambina, abitavano a Gerusalemme nei pressi dell'attuale Porta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi nel luogo dove avrebbero abitato e dove sarebbe cresciuta Maria sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo, dedicata a sant'Anna e custodita dai Padri Bianchi.

La tradizione vuole che le reliquie della santa furono salvate dall'essere distrutte dallo stesso centurione Longino. I resti furono poi custoditi in Terra Santa finché ad opera di alcuni monaci non giunsero in Francia dove rimasero per anni. Durante le famose incursioni ottomane, l'intero corpo fu chiuso in una bara di cipresso e murato, per precauzione, in una cappella scavata sotto la nascente cattedrale di Apt. Molti anni dopo avvenne il ritrovamento, preceduto e seguito, secondo i racconti, da diversi miracoli che portarono all'identificazione del corpo, grazie perlopiù ad una scritta in greco. In seguito ne avvenne la smembratura e divisione fra i vari nobili ed il clero, attualmente il suo teschio viene custodito e portato in processione il 27 luglio a Castelbuono in Sicilia. Tra i presunti miracoli si ricorda il "lumino", rimasto acceso accanto alla bara di cipresso per anni nonostante l'assenza di aria.
 (Wikipedia). 
Nella Chiesa della SS. Trinità è presente sulla parete centrale del Presbiterio al di sopra dell'altare maggiore, una tela attribuita a Nicola (Nicolò) Porta, raffigurante S. Anna che presenta Maria bambina alla SS. Trinità, alla presenza di S. Pietro Celestino,
S. Giuseppe, S. Agostino e S. Biagio. 

Nicolò Porta nasce a Molfetta nel 1710 da Saverio Porta e da Angelella dè Gaudio. Gli stretti legami della famiglia Porta col Giaquinto inducono Nicolò a seguire la strada del grande maestro e proprio grazie alla fama di essere “allievo del Giaquinto”, che ottiene diverse commissioni a Molfetta, Altamura, Andria, Bari. Sposato con la giovane molfettese Anna Maria Azzollini, muore nel 1784 e viene sepolto nella chiesa di S. Andrea Apostolo.


(Cliccare sulle immagini per ingrandirle).

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