Il Duomo di San Corrado e la sua storia.



Il Duomo di San Corrado, Molfetta.
(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta per aver concesso queste bellissime foto)

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Il Duomo di San Corrado, originariamente dedicato a Maria SS. Assunta in Cielo, è situato ai margini dell'antico borgo di Molfetta, di fronte al porto. Costruito fra il 1150 e la fine del Duecento, costituisce un singolare esempio dell'architettura romanico-pugliese. In origine l'entrata principale era rivolta ad Est ed era una piccola porta tra le due torri dominanti i sottostanti flutti. I molfettesi per render il Duomo più elato e adorno di magnificenza, vi rizzaron due torri.Dopo secoli sulle creste vi incisero due iscrizioni. Nella prima che guarda a Nord, nei quattro lati vi è la seguente: 
nord: D.O.M.B. VIRG. M. EIS. CONR. PATR.
ovest: F. ANTONIO EPISCOPO BOVIO SEDENTE.
sud: TVORRES SACRAS ANTE ANNOS CENTVUM.
est: COELI BELLIQVE FVLMINE QVASSATAS.
Nell'altra torre, che guarda il sud, era incisa la seguente iscrizione:
nord: A.D. MDCXVI
ovest: RESPVBLICA MELPHICTENSIS SVB
sud: IOANNE LEONARDO PASSARO.
est: ET VIRGILIO RVSSO FECERVNT.
Si racconta che le antichissime iscrizioni che esprimevano la costruzione del Duomo, furono distrutte. Il termine coeli fvlmine ci riporta all'idea dello scoppio di un fulmine su una delle due torri che in parte distrusse le stesse. Il termine belliqve fvlmine, sicuramente debba riferirsi al 1529, epoca del sacco a Molfetta da parte dei francesi. Il termine Respvblica si riferisce a Molfetta quale colonia romana; infatti lo stemma molfettese riporta le iniziali e lo stemma simile a quello di Roma, Senatvs Populus que Melphictensis. Le due torri, una di spettanza del Capitolo e una di spettanza della città, torre esplorativa e torre campanaria. Su una delle due torri, c'era un tempo, un uomo di guardia-vedetta, a soldo fisso. 
In origine il Duomo fu dedicato a Maria SS. Assunta e fu l'unica parrocchia esistente a Molfetta fino al 1671. Nel 1785 la sede della Cattedrale fu trasferita all'attuale Cattedrale di Maria SS. Assunta in Cielo e da allora il Duomo Vecchio prese il nome del patrono San Corrado. Nel Duomo si predicava anche il culto di Santa Maria di Costantinopoli, nella cappella di San Giuliano (1552) destinata poi ad altro uso dal Vescovo Bovio nel 1608.
Il 28/11/1401 il nobile giureconsulto Pietro Volpicella di Pasquale ottiene l'autorizzazione del vescovo per erigere a sue spese una cappella dedicata S. Maria della Neve nel duomo di Molfetta, e dispose, inoltre, che le sue spoglie mortali fossero deposte, alla morte, in quella cappella.
 (Alcuni testi sono tratti da: Wikipedia - Saggio sulla storia di Molfetta). I primi siti portuali di Molfetta furono la località denominata San Cosma (1269) e la Cala di San Giacomo (epoca medievale), entrambe situate nella zona retrostante il Santuario dedicato a Santa Maria dei Martiri. Intorno al 1550, per volontà di Carlo V, furono effettuati lavori di ampliamento e riparazione di un vecchio molo, situato in prossimità del Duomo e che sarà utilizzato sino all'epoca della costruzione di quello attuale. In prossimità dell'ingresso del Duomo sono presenti delle botole a cui si accedeva a cunicoli sotterranei, molto frequenti a Molfetta, che conducevano a vari punti della città, costruiti per finalità difensive.



La posa della prima pietra del nuovo porto avvenne il 30 maggio del 1844. Negli anni successivi (sino al 1849) furono realizzati i primi due moli indipendenti di San Corrado e San Michele.

Nel 1853 iniziò la costruzione del faro. Il 1º gennaio del 1857 il faro fu ufficialmente "acceso", e divenne il primo a sorgere in un porto dell'Adriatico. Congiunti i primi due bracci di molo, nel 1880 e nel 1882 si diede inizio all'edificazione del molo foraneo.
Alcune eccezionali mareggiate, verificatesi fra il 1910 e il 1949, resero necessario un generale riassetto del porto e perciò si decise la costruzione una diga di protezione in direzione nord-est del porto.


Il moderno porto di Molfetta, esteso per 364.000 m² e suddiviso in un bacino esterno di 229.000 m² e un avamporto interno, ha uno sviluppo costiero di 2.355 m, di cui 1.395 rappresentati da banchine operative. Del porto - dotato peraltro di una diga foranea, realizzata nel 1951, che offre riparo dai venti di maestrale e tramontana e che funge da frangiflutti - il più ampio molo è senz'altro quello di levante, lungo 950 m, che si articola in tre bracci: Molo San Corrado, Molo San Michele e Molo San Vincenzo, detto anche foraneo.
Nel febbraio 2008 sono iniziati i lavori per il nuovo porto commerciale.






Il porto ospita, oltre a navi mercantili e a piccole imbarcazioni da diporto, i motopescherecci che hanno reso famosa nel mondo la marineria molfettese, che ormeggiano presso i moli San Michele, San Corrado e San Domenico. Vi sono inoltre 5 banchine galleggianti destinate alle barchette da pesca con 140 punti di attracco totali. (Wikipedia).




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