Processione Sabato Santo, Molfetta. Album foto.

Le bellissime foto della processione del Sabato Santo 04-04-2015 a Molfetta presso C.so Margherita di Savoia.
Guarda anche il video.
San Pietro (vern."Sèn Bìete"), recato a spalla dalla Confraternita dell'Assunta,
La Veronica (vern."Là Veròneche"), recata a spalla dalla Confraternita del Carmine,
Santa Maria Cleofe (vern."Mèrì'à Clèefe"), recata a spalla dalla Confraternita di Maria SS. della Purificazione,
Santa Maria di Salomè (vern."Mèrì'à Salomè"), recata a spalla dalla Confraternita della Beata Vergine di Loreto,
Santa Maria Maddalena (vern."Là Mètalène"), recata a spalla dalla Confraternita dell'Immacolata,
San Giovanni Apostolo (vern."Sèn Gevènne"), recato a spalla dalla Confraternita di Sant'Antonio
La Pietà, portata a spalla dalla Arciconfraternita della Morte. Molfetta nel Passato foto 04/04/2015.
L’attuale statua di San Giovanni, che sfila in processione il Sabato Santo, sostituì una versione ottocentesca abbastanza deteriorata, di cui ripropone l’atteggiamento a mani giunte e con lo sguardo rivolto al cielo rivelandosi nel contempo più slanciata; ciò conferisce maggiore risalto alla giovane età del personaggio.
L’Arciconfraternita della Morte deliberò di affidare l’incarico a Giulio Cozzoli, che realizzò il nuovo simulacro in cartapesta ultimandolo per la processione del 15-4-1927 (In quell'occasione il Venerdì Santo la mattina ci fu la processione dei Misteri, e la sera la processione delle Statue del Purgatorio). Il simulacro di San Pietro, risalente al 1948, sostituì la preesistente versione derivata da una statua di San Giuseppe alla quale era stato rimosso il Bambino e modificata la posizione delle braccia.
Giulio Cozzoli modellò il busto con cartapesta ricavata da fogli di giornale riportanti scritti del Papa, per ricordare che San Pietro è stato il primo pontefice. La statua, non più calva e meno anziana, la mano sinistra portata tra la guancia e l’orecchio anziché alla fronte per accentuare l’emozione e il grande stupore al canto del gallo, si rivela accurata sotto l’aspetto anatomico e notevolmente realistica.
La popolazione tuttavia la accolse all’inizio con poco entusiasmo poiché affezionata da tempo al vecchio personaggio, affettuosamente soprannominato “u tëgnéusë” (il tignoso) per l’accentuata calvizie.
Nella processione del Sabato Santo il personaggio della Maddalena, di non facile interpretazione artistica, ha avuto più versioni. La prima, lignea e settecentesca, la ritraeva con un teschio nella destra, la successiva, realizzata ad Ortisei, sfilò solo nel 1928, la terza, scolpita ancora ad Ortisei nel ’29, poiché rappresentava la Santa con un crocifisso nella destra e la mano sinistra sul cuore, veniva spesso scambiata per l’immagine del Sacro Cuore di Maria.
Il simulacro attuale, di Giulio Cozzoli, recato in processione dal 1956, raffigura la Maddalena con una lunga capigliatura sciolta sulle spalle, a braccia distese e mani incrociate.
Il personaggio di Maria Salomé, il quarto in ordine di sfilata dei sette che compongono la processione del Sabato Santo, fu introdotto nel 1928.
Il simulacro, in legno, fu scolpito ad Ortisei. Nel 1951 Giulio Cozzoli realizzò di propria iniziativa una versione in cartapesta che espose al pubblico nel suo studio, ubicato nell'antico palazzo Capelluti.
Due anni dopo l'Arciconfraternita della Morte ne decise l'acquisto grazie anche al contributo del devoto Vitonofrio Binetti.
Quella del Sabato Santo è una processione molto antica; sicuramente risale intorno alla fine del 1600. All'epoca si svolgeva il Venerdì Santo durante le ore serali (con almeno 3 Statue tra cui la Pietà) ed era portata a spalla anche la statua della Addolorata. Il percorso era il seguente: Chiesa della Morte, via S. Lorenzo, via S. Salvatore, Cattedrale, via S. Girolamo, via S. Pietro, Borgo, Porta del Castello, molini, Chiesa della Morte. Quindi all'epoca la processione era caratterizzata dalla presenza di almeno 3 statue, a cui si aggiunse la Statua di Maria Maddalena (1745), statua di S. Giovanni (1828, scultore Francesco Antonio Verzella) e S. Pietro (1842). Nel 1928 il Vescovo di Molfetta Mons. Pasquale Gioia fece aggiungere anche la statua di Santa Maria Salomè alla Processione (provenienza Ortisei). Dal 1929 quindi la processione del Sabato Santo conta sette Statue. Dal 1956 la Processione mantiene l'attuale orario.
Foto HD.



















Processione della Pietà. Le sette statue in cartapesta sono opera dello scultore molfettese Giulio Cozzoli.
1882 Giulio Cozzoli nasce a Molfetta il cinque maggio da Maurangelo ed Elisabetta Daliani Poli. Il padre, maestro scalpellino, asseconda subito le sue evidenti propensioni artistiche lasciandogli frequentare i corsi di disegno del prof. Michele Romano. 
Molfetta nel Passato.
Le attuali Sacre Statue, portate in processione il Venerdì di Passione ed il Sabato Santo, sono state realizzate tutte dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli tra il 1906 ed il 1956. L' Addolorata (1958), S. Pietro (1948), La Veronica (1906), S. Maria Cleofe (1924), S. Maria Salomè (1953), La Maddalena (1956), S. Giovanni (1927), La Pietà (1908). 

(Cliccare sulle immagini per ingrandirle)

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