Via Piazza.


Via Piazza - La chiazzodde'.

Via Piazza - Il toponimo risale al 1235.

L'ingresso principale per Molfetta antica era ed è quello dell'Arco della Terra, in corso D. Alighieri. Anticamente (1300 circa) l'ingresso si chiudeva a sera e si apriva alle prime luci dell'alba agli ordini di un guerriero armato tramite un ponte levatoio. Ricordiamo che presso l'attuale numero civico 6 di via piazza era presente la chiesa di S. Antonio Abate di Biella, risalente al 1235. Nella chiesa era presente la statua in pietra del Santo (1427) poi trasformata in San Domenico e collocata sulla facciata della vecchia chiesa di S.Teresa.

La mattina del 18 luglio 1529, galere veneziane con a bordo il principe Caracciolo e i soldati al comando del Barone di Macchia, insieme a truppe terrestri comandate da Federico Carafa, si diressero alla volta di Molfetta per impossessarsene. Intanto in città si sparse subito la voce dell'attacco imminente, tuttavia la popolazione non si curò di allestire le dovute difese, sicura delle proprie mura.
Il Capitano di guerra del governo imperiale Ferdinando di Capua (incaricato di capeggiare le operazioni di difesa), all'udire il suono di una tromba - segno di richiesta di resa da parte dei nemici - giungere da una galera approdata nel porto molfettese, si attivò nell'organizzazione della difesa per cui fu respinto l'ultimatum.
L'attacco iniziò, dopo varie ore spese in sberleffi vicendevoli, per mano veneziana quando i medesimi decisero, chi scavalcando le fortificazioni, chi intrufolandosi di nascosto attraverso il canale di scolo nei pressi del Duomo, di irrompere in città. Nonostante la valorosa e strenue resistenza opposta da Ferdinando di Capua assieme a pochi animosi popolani, la città fu invasa dai francesi. Quantunque Caracciolo avesse ormai preso possesso del luogo, nelle ore successive continuarono intrepidi a combattere alcuni irriducibili molfettesi che arrivarono a eliminare svariati soldati occupanti.
Queste uccisioni provocarono le ire dei conquistatori che per tre giorni misero a ferro e fuoco la città, dal 18 al 20 luglio 1529. Molti rivoluzionari furono arsi vivi e le strade erano intasate dai cadaveri. I danni per la città furono incalcolabili. Su una popolazione di 5000 residenti si contarono almeno 1000 morti. (Wikipedia).
Ricordiamo nelle immediate vicinanze anche le chiese di S.Antenogeno(1614) e S. Maria di Costantinopoli (1625) in via S. Girolamo e del Palazzo Michielli in via S.Pietro.
(Cliccare sulle immagini per ingrandirle).
(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta per aver concesso queste bellissime foto).


VIA PIAZZA. (Foto) Edicola MADONNA DELLA GRAZIA sec. XVII.
Ricordiamo che al civico 81, vi era la cappella di Santa Maria degli Angeli, 1481.
Al civico 6 la cappella di S. Antonio Abate, 1700.
Al civico 5  la cappella di S. Salvatore, 1080. 


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