Via San Sigismondo.


(Gegè L. Gadaleta Album).

Il semplice amore per la città di Molfetta ci ha portato alla realizzazione di questo semplice diario di ricordi. Un piccolo omaggio alla nostra città. 
Nelle foto in alto, notiamo la processione della B.V. Maria SS. Addolorata, attraversare via San Sigismondo a Molfetta.
Le note della marcia funebre Sventurato del molfettese Vincenzo Valente, accompagnano l'uscita della Madonna, il rientro, dopo otto ore di processione, sulle note dello Stabat Mater. Altre marce funebri durante la processione: Fatalità quando la Madonna esce dall'arco della città vecchia;
U' Conza Siegge in via Sigismondo;
Triste Tramonto al largo Domenico Picca;
Stabat Mater in via Annunziata ed alla ritirata;
Simon Boccanegra in piazza Cappuccini;
Palmieri e De Candia in via Margherita di Savoia.
 Intorno al 1740 i terreni situati in un'area compresa tra vico 1° Sigismondo, via Sigismondo, via D. Picca e via S. Pansini, appartenevano al Monastero di S. Pietro, alla Confraternita del SS.mo Sacramento ed al Comune. I primi edifici privati furono costruiti nel 1764 (abitazione di Antonio de Trizio - vico 2° Sigismondo, civico n. 33). Molto importante era anche il forno comunale (sede attualmente della pasticceria Continental - via S. Pansini, civico n. 6 - anno 1776) e successivamente la chiesa di S. Gennaro (1788-1800).
Dal significato palese (letteralmente "addolorata"), riflette il culto di "Maria Santissima Addolorata" o "dei Sette Dolori" (in latino Mater Dolorosa), affermatosi soprattutto dal XIII secolo; ad essa sono dedicati numerosi santuari e chiese in tutta Italia.
È spesso indicato come corrispondente del nome spagnolo Dolores[1], dato che in Spagna l'Addolorata viene venerata con il nome di Nuestra Señora de los Dolores da cui tale nome proviene, tuttavia il significato dei due prenomi è differente.


È proprio del Sud Italia, in particolare molto diffuso in Puglia e Campania. È uno dei tanti nomi italiani diffusisi grazie al culto mariano. Fra gli altri si ricordano Nives, Consolata, Rosario, Catena e Sterpeta. (Wikipedia). Via S. Sigismondo - Molfetta. 
(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta per aver concesso queste bellissime foto).


Curiosità: via S. Sigismondo.
Sotto questi edifici, spesso venivano realizzati "capoventi" ovvero tunnel che avevano diverse funzioni, scolo di acque, funzione difensiva e rafforzamento dell'intera struttura. Ricordiamo che gli edifici più antichi non avevano vere e proprie fondamenta, ma sottani con mura spesse e solide che proteggevano l'intero immobile e la sua stabilità. 
Originariamente le terre tra via Sigismondo, via D. Picca e via S. Pansini, appartenevano al Monastero di S. Pietro, alla Confraternita del SS.mo Sacramento ed al Comune. I primi edifici furono costruiti nel 1764 (tra cui, casa del Diacono Antonio de Trizio). I terreni interessati, situati in un'area compresa tra vico 1° Sigismondo, via Sigismondo, via D. Picca e via S. Pansini, appartenevano, fino al 1763, al Monastero di S. Pietro e alla Confraternita del SS.mo Sacramento.

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