Il porto molfettese.

2009

1950
Il trabàccolo, o trabàcco, è un'imbarcazione da pesca e/o da carico che esercitava il cabotaggio sin nello Ionio. È dotata di due alberi muniti di vela al terzo.


Porto di Molfetta, borgo.
Vernacolo: "mezz o vurg".
(Cliccare sull' immagine per ingrandirla).
La città di Molfetta si presenta urbanisticamente distinta, a livello macroscopico, in due parti: il nucleo storico (la città intra moenia), la cui origine certa risale al Medioevo, sviluppatosi su una penisoletta collegata alla terraferma da un piccolo istmo, e una zona più moderna, a sua volta costituita dalle espansioni datate con le successive epoche storiche nelle varie direttrici sud, ovest ed est, prima fino al limite fisico della linea ferroviaria, ed ampliandosi progressivamente in epoche più recenti (dagli anni ottanta in poi) fino all'ultima fase attuale di completamento entro il nastro stradale della nuova Statale 16 e sui margini della principale asta di compluvio che interessa il territorio molfettese che è la Lama detta cupa, la quale incanala, fino al recapito finale in mare in corrispondenza della prima Cala, gli apporti di acque meteoriche provenienti dall'entroterra murgiano.
Il centro storico presenta una pianta a spina di pesce con strade strette e ricurve, tipica di molti centri costieri del basso Adriatico. Esso è nettamente distinto dalla città extra moenia - sviluppatasi, soprattutto a partire dalla seconda metà del XVII secolo, per formare la città come appare oggigiorno - attraverso la cosiddetta muraglia, antica e massiccia fortificazione di origine medievale. Tale separazione è fisicamente sottolineata dall'asse stradale del Corso Dante Alighieri, già detto Borgo, ricavato dall'interrimento (XVIII-XIX secolo) dell'antico canale marino che si incuneava ai lati dell'istmo separando quasi integralmente la penisoletta dalla terraferma, come si evince dall'osservazione delle antiche stampe raffiguranti le prime, rudimentali, testimonianze di planimetrie della città.




(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta per alcune di queste bellissime foto).

Il confine nord dell'abitato storico è costituito dal mare Adriatico: questa circostanza nei secoli passati ha consentito una naturale difesa dagli attacchi provenienti da quella direzione, soprattutto da parte della pirateria turca. Ma proprio per questo motivo, una volta venuto meno il pericolo, a partire dal XVIII secolo, e quando contemporaneamente si è innescato il processo di sviluppo ed espansione dell'abitato fuori delle mura, il nucleo storico è rimasto emarginato rispetto alle zone di espansione invece che inglobato in essa.


A partire dal XIX secolo, inizia il progressivo degrado della città vecchia, che raggiunge la sua massima espressione con il crollo, con vittime, avvenuto in Via Macina nel 1964 che porta al suo pressoché totale svuotamento con il trasferimento in blocco nel quartiere CEP (Case Edilizia Popolare) di Molfetta degli ultimi abitanti residenti.





(Gegè L. Gadaleta album).

Solo nel primo decennio del XXI secolo si è in presenza di evidenti segni di un consistente processo di recupero, avviatosi a partire dagli anni ottanta che sta restituendo dignità e vita allo storico centro antico dove sono state riaperte quasi tutte le antiche strade che erano state chiuse a causa del pericolo di crolli. (Da: Wikipedia).

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