Molfetta e alcuni cenni storici del centro antico.


(Foto: Gegè L. Gadaleta album).

Molfetta e alcuni cenni storici del centro antico. Molfetta vecchia, Ind' a la tèrre.
Nel 1900 la città vecchia (considerando solo quella presente dentro le mura) di Molfetta comprendeva 8.000 abitanti circa. Molto è cambiato anche nella toponomastica di alcune vie della città vecchia: la via dei romani, il cardo del borgo, via degli amalfitani, poi divenne via piazza, via Madonna del principe, via della Misericordia e poi della Morte, via dei greci, mutata in via dei cavalieri e poi di S. Orsola. Al numero 5 di via Piazza vi era la cappella di S. Salvatore, al numero 6 vi era la cappella di S. Antonio Abate fino al 1794. In via S. Girolamo fino agli inizi dell’800 esistevano 3 chiesette: S. Atenogeno, S. Maria di Costantinopoli e S. Girolamo. La chiesa di San Girolamo (ormai non più esistente) fu fatta edificare il 23 Ottobre del 1440 da Miula de Barra e Nicola de Urso. In via Sant’Orsola al numero 16 vi era la cappella di S. Vito, sorta sulla via S. Lorenzo. Via Trescine è una delle vie più strette e antiche di Molfetta vecchia. Da via Morte proseguendo per piazza municipio vi era l’arco di S. Pasquale e questo tratto si chiamava “dei mulini” perché anticamente sorgevano dei piccoli mulini con depositi. Al numero 25 di via Morte, era situato l’ex convento delle vergini benedettine. In via della Mente il 25 Gennaio 1645 fu fondata, da Francesc'Antonio de Luca, la Cappella (Chiesa) di San Giuseppe.
In via San Girolamo (attuale civico 47) il nobile Teodoro Michielli, fece costruire nel 1625 la chiesetta dedicata a S.Maria di Costantinopoli. In via Mammone anticamente sorgeva un tempietto dedicato al Dio Mammone. La città vecchia era costruita su una scogliera e tutt’intorno acqua. L acqua era presente anche presso l’attuale C.so Dante Alighieri e l’ingresso principale era l’attuale arco della terra che veniva chiuso da un ponte levatoio. L’ingresso si chiudeva la sera e apriva all’alba agli ordini di un guerriero armato, dove anticamente sorgeva la vecchia torre dell’orlogio distrutta nel 1897. Le case dei più umili erano al piano terra e le case dei più doviziosi erano al primo piano. Prima del 1500 poche case erano costruite su due piani e il secondo piano in genere aveva sempre il soffitto in legno. Tra le prime chiese della città vecchia ad essere documentata la chiesa di sant’Andrea è menzionata nel marzo del 1126. La ciità vecchia si espanse oltre le cerchia murarie a partire dal ‘500, quando si ebbe un grande incremento demografico e dei traffici. L’attuale Cattedrale di S. Maria Assunta fu ultimata nel 1744. Il sacco del 18-19 Luglio 1527 con i suoi 3.000 morti e distruzioni, fu provocato dalle lotte tra nobili e popolani; la vita riprese anche vicino ai monasteri di S. Domenico, S. Bernardino e alla nuova cattedrale. Nel 1448 il vescovo di Molfetta, Giambattista Cybo, divenne papa col nome di Innocenzo VIII e nel 1451 fu eretto il monastero dei frati Zoccolanti, con annessa una chiesa intitolata a san Bernardino da Siena. Nel 1657 scoppiò una violenta pestilenza, ma Molfetta, benché colpita, ne fu presto liberata. Molte istituzioni pubbliche abbandonarono successivamente la città vecchia. Molfetta vecchia non ebbe mai una vera scuola pubblica. Il sedile dei nobili e dei popolani che accentravano a breve distanza su via piazza la vita amministrativa della città furono ben presto trasformate in abitazioni private. Invano, un sindaco letterato, Felice Fiore, nel 1811 cercò di dare nuova vita al borgo antico, facendo costruire sulle rovine della casa dei templari e del tempietto di S. Nicola, il palazzo di città e il teatro comunale. La vita si espandeva oltre le mura a discapito della città vecchia. Il castello era stato distrutto a furor di popolo nel 1414; la corte e il carcere divennero anch’esse abitazioni private. I liberi professionisti e i nobili abbandonarono pian piano la città vecchia. Ricordiamo che intorno al 1790 tutta la città di Molfetta contava circa 12.000 abitanti. Il resto è storia dei giorni nostri. 
Molfetta nel Passato. 

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