Via Giuseppe Saverio Poli.


Via Giuseppe Saverio Poli allestita a festa in occasione della Festa Patronale molfettese della Madonna dei Martiri. Molfetta - Bari - Italy.
(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta per aver concesso queste bellissime foto).
(Cliccare sull'immagine per ingrandirla).
Giuseppe Saverio Poli (Molfetta, 26 ottobre 1746 – Napoli, 7 aprile 1825) è stato un fisico, biologo e naturalista italiano. Nel 1766 si iscrisse all’Università di Padova, dove si laureò in medicina. Svolse per breve tempo la professione di medico nella città natia, ma nel 1790 si trasferì a Napoli per insegnare storia e geografia all’Accademia militare Nunziatella, per la quale, una volta diventato comandante, con il grado di tenente colonnello, curò il Gabinetto di fisica, dotandolo delle più moderne apparecchiature.
Successivamente insegnò fisica al Collegio medico dell’Ospedale degli Incurabili, cattedra alla quale dovette rinunciare perché chiamato come istitutore del principe ereditario delle Due Sicilie Francesco, figlio di Ferdinando I di Borbone. Divenne in seguito professore di fisica sperimentale presso l'Università di Napoli, del cui gabinetto di fisica fu primo direttore.
La sua opera più nota è rappresentata dai 6 volumi degli Elementi di fisica sperimentale, che ebbe numerose edizioni e ristampe.


Grazie ai suoi molti viaggi, che lo misero in rapporto e in corrispondenza con autorevoli esponenti del mondo scientifico internazionale, pubblicò numerosi saggi su diversi argomenti: non solo relativi alla fisica, ma anche alla meteorologia, in particolare con i trattati sul tuono (1772) e sui fulmini (1773), alla geologia e alla zoologia. Testimonianza di quest’ultima disciplina resta la monumentale Testacea utriusque Siciliane eorumque istoria et antome tabulis aeneis, descrizione dei molluschi del Regno delle Due Sicilie, iniziata con l’aiuto del suo assistente Stefano Delle Chiaie, che ne concluse la pubblicazione.

A Poli si deve la scoperta delle vescicole interradiali del sistema acquifero degli echinodermi, che portano il suo nome.
Si cimentò anche nel componimento poetico, con inni e poemi, di cui resta emblematico il Viaggio celeste composto, in due volumi, nel 1805[3]. Fu socio di numerose istituzioni scientifiche e culturali, fra le quali l’Accademia Nazionale delle Scienze.
Commendatore del Reale ordine di San Ferdinando e del merito
Cavaliere di diritto del Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di diritto del Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione.


(Da Wikipedia l'enciclopedia libera).

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