Molfetta sotterranea.

Molfetta sotterranea. Dalla teoria un gruppo di appassionati del centro storico passa alla pratica. Tempo fa avviammo un discorso riguardo l'esistenza, ormai risaputa, di cunicoli sotterranei nei pressi di Molfetta antica, anticamente usati sopratutto per scopi difensivi. Un gruppo di tecnici esperti ed appassionati della materia ha visitato, grazie alla preziosa collaborazione di alcuni proprietari di appartamenti situati nel centro storico, lato mare, una prima parte di cunicoli sotterranei, ormai alcuni invasi dall'acqua di mare. Sotto questi edifici, spesso venivano realizzati "capoventi" ovvero tunnel che avevano diverse funzioni, scolo di acque, funzione difensiva e rafforzamento dell'intera struttura. Ricordiamo che gli edifici più antichi non avevano vere e proprie fondamenta, ma sottani con mura spesse e solide che proteggevano l'intero immobile e la sua stabilità. 


Il tutto nasce partendo da botole presenti in scantinati di alcuni appartamenti. Sono passaggi spesso murati, pericolanti e dimenticati anche dagli stessi proprietari, ed alcuni hanno cercato di avventurarcisi. Erano usati per fuggire durante i saccheggi di turchi e saraceni prima e spagnoli e francesi qualche secolo più tardi; molti conducevano sotto l'altare della chiesa di San Pietro, nei pressi dell'attuale piazza Municipio.



In passato questi scantinati e cunicoli venivano utilizzati per scopi difensivi sia dai soldati che dai comuni cittadini. Ormai molti di questi passaggi son distrutti a causa del tempo, acqua, fondamenta di successivi edifici e cedimenti. Da diverse fonti è certa, ad esempio, l'esistenza di un corridoio sotterraneo tra la Sala dei Templari e Palazzo Giovene, oppure di un antico portale rinvenuto alla base del Liceo Classico a C.so Umberto.
Esistono notizie sulla probabile esistenza di cunicoli segreti, data addirittura per certa da alcuni studiosi della Storia molfettese, ma sono da condurre ricerche più approfondite e con mezzi idonei, in modo tale che si possa operare in condizioni di totale sicurezza soprattutto nelle verifiche dei locali scantinati, comunque si dicono certi, in seguito a studi condotti, della esistenza ad esempio di un cunicolo che dalle segrete di palazzo Cavalletti, conducesse fino all'antico porticciolo di Molfetta alla Cala San Giacomo. 
Tale cunicolo, se mai ne fosse sicura l' esistenza oggi sarebbe, comunque ostruito dalle strutture fondali di costruzioni successive e dalle macerie di demolizioni antiche o più recenti, che possano aver riguardato il tessuto urbano interessato dal suo percorso. Qualcosa di analogo è accaduto a Molfetta in tempi recenti per i tre cunicoli venuti alla luce durante gli scavi per la costruzione dell’ attuale edificio sede della Banca Cattolica, in via Respa ed alcuni cunicoli presso piazza Municipio, via Sant'Orsola e via Domenico Picca e palazzo dogana. In particolare, si ricorda che dal sotterraneo presente in via Domenico Picca (civici 94-92) fuoriusciva acqua sorgiva dalle pareti presenti nei cunicoli (via D. Picca 94 locale, un tempo, adibito a pubblico Bar e successivamente ex panificio Roma). E' quella che un tempo era la grande dolina carsica, l'habitat rupestre, ipogeo spesso caratteristico della Puglia, i cui abitanti, prima del medioevo, risiedevano in grotte e traevano il proprio sostentamento da quello che il vicino mare e la terra offrivano. Ricordiamo anche i tre torrioni difensivi presenti a Molfetta in passato, della prima cinta muraria, torrione dell'Arcello (dove oggi c'è il palazzo "monte di pietà"), torrione Rondella (nei pressi di piazza Municipio) e torrione Passari (lato mare). Questi tre torrioni molto probabilmente erano collegati tra di loro grazie a corridoi sotterranei per facilitare lo spostamento dei soldati per i vari controlli. I torrioni dell'Arcello e Rondella furono demoliti durante i primi anni del 1800. Oggi rimane solo torrione Passari, ed alla sua base è possibile visionare delle botole che conducevano agli antichi corridoi sotterranei. Molti cunicoli, ormai murati, comunicavano con la chiesa di San Pietro e le mura difensive, ciò serviva come via d'uscita da possibili attacchi nemici. Anche la porta principale di ingresso alla città vecchia era munita di baloardo e ponte levatoio. Il baloardo comunicava con un cunicolo sotterraneo direttamente al castello (ormai distrutto) all'interno delle mura.
Pian piano si scoprono nuovi dettagli, ma molto è stato perso nel corso del tempo a causa dell'incuria dell'uomo e dalla costruzione di nuove abitazioni. Ricordiamo inoltre che il rione Catacombe ha assunto questo nome proprio dall'esistenza in passato di catacombe, ossia delle aree cimiteriali sotterranee utilizzate nell'antichità, scavate nel tufo, tipica roccia facilmente lavorabile, anche a più livelli, con profondità che arriva fino a trenta metri; a ridosso del giardino dell'ex convento e chiostro dei Francescani.

Molfetta sotterranea.

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