I castelli e Molfetta.


Molfetta in passato è stata sede in particolar modo di due importanti castelli fortificati, parliamo del castello Angioino e del castello dei Gonzaga. Il primo fu edificato intorno alla seconda metà del Trecento, poi  distrutto nel 1416 circa (mai ricostruito) durante una rivolta dei popolani contro il proprio tiranno. Esso sorgeva dove oggi è presente piazza Municipio, verso via Morte, infatti questa piazza un tempo veniva chiamata piazza castello. Era un'imponente costruzione fortificata alta circa 22 metri a base cilindrica, caratterizzata da torri di vedetta, cunicoli sotterranei di difesa e un grande fossato. Nelle sue adiacenze esisteva un forno che durante i primi anni del 1500 sarà chiamato forno del castello, proprio a ricordo di quella zona caratterizzata dalla presenza del castello. Angioini è l'appellativo dato a due distinte dinastie medievali cadette dei Capetingi di Francia, che presero il nome dalla contea (dal 1360 ducato) di Angiò, provincia occidentale della Francia, dopo che questa provincia venne sottratta ai Plantageneti ed annessa ai domini diretti della corona. Nel 2009 durante i lavori per l'ubicazione di  cassonetti per rifiuti urbani interrati (c.so Dante angolo piazza Municipio) fu rinvenuta ad una profondità di circa 2 metri e mezzo una muratura, forse l'antica fortificazione del castello Angioino del Trecento. Molta storia molfettese è presente sotto le nostre strade e attuali palazzi. Dall'unica via meridiana di Molfetta, via Piazza, si dipartono a spina di pesce tutte le altre vie del centro storico, che conducevano dal largo Castello (oggi piazza Municipio) al largo Chiesa Vecchia, cioè al porto. In questo secolo (Trecento) la Puglia in particolar modo, era teatro di lotta tra i due rami della famiglia angioina, Carlo III di Durazzo e Luigi I d'Angiò.
Il secondo castello, presente anticamente a Molfetta, è quello dei Gonzaga. Il castello Gonzaga fu edificato nel 1589 e sorgeva sull'area dell'attuale via Respa e Piazza V. Emanuele II (una parte del bastione ristrutturato è oggi sede del Comando Polizia Municipale, ex Pretura). Fu poi sede del convento delle orsoline domenicane, abbattuto nel 1932, in epoca fascista. La vecchia chiesa di Santa Teresa sarà costruita nel 1857 e poi abbattuta perchè pericolante nel 1960. La nuova chiesa sarà costruita successivamente dietro un palazzo edificato nel 1964. In prossimità dell'ingresso del castello erano presenti delle botole a cui si accedeva a cunicoli sotterranei, molto frequenti a Molfetta, che conducevano a vari punti della città, costruiti per finalità difensive, rinvenuti durante i lavori di costruzione dell'attuale stabile in via Respa. In particolar modo erano presenti due cunicoli, uno che proseguiva verso l'attuale piazza Garibaldi e uno che proseguiva verso il centro storico. La facciata della chiesa di Santa Maria degli afflitti (Purgatorio), edificata a partire dal 1643 sarà costruita con parte del castello dei Gonzaga, abbandonato già da tempo. Il 15/11/1557 muore Ferdinando Gonzaga e gli succede il figlio Cesare. Sotto il governo di questi furono costruite nuove case al posto di quelle distrutte durante il sacco del 1529 e si iniziò ad erigere una nuova cinta muraria per la difesa della città da attacchi nemici. Le nuove mura (fatte costruire dai Gonzaga) partivano nei pressi dell'attuale piazza Municipio, passavano per l'attuale via Sergio Pansini e terminavano alla chiesa di San Domenico, a ovest con Bisceglie, a sud con Terlizzi, a sud-est con Bitonto e ad est con Giovinazzo. A quei tempi si entrava in città da quattro porte: S. Angelo, Piscina Comune, S. Domenico e Porticella. I lavori furnono interrotti per vari motivi, tra cui il terremoto del 1560.
Ferrante Gonzaga, detto anche Ferdinando, principe di Molfetta (Mantova, 28 gennaio 1507 – Bruxelles, 15 novembre 1557), è stato un condottiero italiano, fu uomo di fiducia dell'Imperatore Carlo V che lo nominò viceré di Sicilia dal 1535 al 1546 e governatore di Milano dal 1546 al 1554; dal 1539 fu sovrano della Contea di Guastalla. Ferrante era il quinto dei sei figli (dopo Eleonora, Federico, Ercole ed Ippolita e prima di Paola) di Francesco II Gonzaga e di Isabella d'Este, marchesi di Mantova, che lo destinarono alla carriera delle armi, mandandolo nel 1523 a Madrid, alla corte di Carlo V, dove già si trovava, tra gli altri, Baldassarre Castiglione. Molto apprezzato dall'imperatore nel 1526 era uno dei capitani imperiali, impegnato nella guerra contro la Francia e, nel 1527, fu tra i principali protagonisti del sacco di Roma. Nell'occasione protesse la madre Isabella che si trovava a Roma per trattare la nomina a cardinale del figlio Ercole.
L'anno dopo fu impegnato nella difesa di Napoli, assediata dal maresciallo Lautrec e nella guerra contro i nobili pugliesi filo-francesi, ottenendo per i suoi servigi il feudo di Ariano Irpino. Ambiva intanto alla dote di Isabella di Capua, figlia ed ereditiera del defunto Ferrante di Capua, che gli avrebbe procurato Molfetta, Giovinazzo e la contea di Benevento; Ferrante, avuto il consenso del papa, dell'imperatore e della madre di Isabella, Antonicca del Balzo, sposò la principessa di Molfetta a Napoli quello stesso 1529 diventando così per matrimonio uno dei maggiori feudatari del Regno di Napoli.

I castelli di Molfetta.
Molfetta nel passato.

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