Sala dei Templari.

La sala dei Templari, ex chiesa di San Nicola. Piazza Municipio Molfetta.
I cavalieri Templari si stabilirono a Molfetta già dal Marzo 1148. Una domus templare era ubicata presso la chiesa di San Nicola, con certezza nel febbraio 1216. La chiesa di S. Nicola era collocata nei pressi della piazza in cui attualmente è situato il Palazzo di Città. La chiesa di S. Nicola, con l’annesso ospedale e cimitero, rimase ai Templari sino alla soppressione dell’Ordine (1312) e nel 1324 passò al conte Amelio del Balzo. Successivamente fu occupata dall’Ordine Gerosolimitano di S. Giovanni, ospitalieri. La chiesa in seguito fu abbandonata e dopo essere andata in rovina, fu acquista dal Comune di Molfetta nel 1820. A capo dei Templari presenti a Molfetta, ricordiamo Giovanni Salvagio da Ruvo. 
Quello dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis ("poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"), meglio noti come cavalieri templari o semplicemente templari, fu uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali e a Molfetta avevano anche numerosi possedimenti di terre e uliveti.
Non si hanno più notizie sui Templari a Molfetta per tutto l'inizio del 1300, quando oramai l'Ordine è nel pieno del suo declino. La loro presenza a Molfetta è testimoniata fino al 1373.


La nascita dell'ordine si colloca nella Terra santa al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096. In quell'epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano spesso assaliti e depredati. Per difendere i luoghi santi e i pellegrini, nacquero diversi ordini religiosi. Intorno al 1118-1119 un pugno di cavalieri decise di fondare il nucleo originario dell'ordine templare, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme.
L'ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Il doppio ruolo di monaci e combattenti, che contraddistinse l'Ordine templare negli anni della sua maturità, fu sempre fonte di perplessità in ambito cristiano.
L'ordine templare si dedicò nel corso del tempo anche ad attività agricole, creando un grande sistema produttivo, e ad attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell'epoca. Cresciuto nei secoli in potere e ricchezza, l'ordine si inimicò il re di Francia Filippo il Bello e andò incontro, attraverso un drammatico processo, alla dissoluzione definitiva tra il 1312 e il 1314, a seguito della bolla di papa Clemente V che soppresse l'ordine in modo perenne e irrevocabile.

I templari erano identificabili per la loro sopravveste bianca, nera, o bigia (con mantello bianco solo per i fratelli cavalieri), alla quale in seguito si aggiunse una distinta croce patente rossa, ricamata sul lato sinistro; tale croce era di piccole dimensioni (come ben si evince dalle rappresentazioni dell'epoca) e non di grandi dimensioni sul torace o sulla schiena, come si vede invece in varie rappresentazioni ottocentesche o nella filmografia moderna. Fra i simboli dei templari vi era il beauceant, caratterizzato appunto dalla croce patente rossa in campo bianco e nero.
Nell'immaginario popolare la figura dei templari rimane controversa, sia riguardo al valore etico dell'ordine stesso, sia a causa delle leggende moderne circa una presunta prosecuzione segreta dell'ordine, non comprovata da fonti storiche. (Wikipedia).
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