"La cape de Sen Gherrare". San Corrado di Baviera.

San Corrado di Baviera. Cenni storici.
Molti sono gli avvenimenti che hanno avuto per protagonista la reliquia del cranio di San Corrado, Patrono della diocesi: la ricognizione compiuta il 4 agosto 2007 e l'Ostensione pubblica e solenne della reliquia, svoltasi il 9 febbraio 2008; reliquia che era stata collocata nel 1657 e apposto il sigillo del Capitolo Cattedrale. Il 9 Febbraio 2008 la cerimonia si è svolta alla presenza di Mons. Luigi Martella, del sindaco A. Azzollini, Elio Massarelli (patologo). Le reliquie del santo ebbero diverse sistemazioni sino a quando fu costruita un'urna d'argento, disegnata dal nostro concittadino Corrado de Judicibus, eseguita a Napoli. Il busto d'argento, nella cui testa è conservato il teschio del santo, fu un dono della cittadinanza a ringraziamento dello scampato pericolo dalla terribile pestilenza che colpì tutti i paesi viciniori nel 1656. Costò 800 scudi e impreziosita successivamente, agli angoli del basamento, da quattro angioletti d'argento (precedentemente 4 lampade in metallo) donati dalla Chiesa di Santo Stefano nel 1856 (utilizzati precedentemente dalla Chiesa di Santo Stefano per la Sacra Immagine del Cristo Morto).
San Corrado nacque, intorno al 1105. I Molfettesi traslarono il suo corpo a Molfetta (da Modugno) e il 9 febbraio del 1313 lo deposero nell’antico Duomo. In un primo tempo, il corpo venne sistemato in una cripta del Duomo di Molfetta, che venne dedicato a San Corrado. Successivamente, a causa dell'umidità presente nella cripta, le reliquie vennero poste in una cappella costruita per lo scopo all'interno del Duomo. Il 10 luglio 1785 le reliquie furono trasferite nella nuova Cattedrale per volontà del Vescovo Antonucci. Durante quel periodo fu ampliato il presbiterio della Cattedrale, rifacimento di alcuni stucchi e rifatto completamente il pavimento.


Più volte S. Corrado ha manifestato la sua potente intercessione. Ricordiamo nei periodi di siccità, portando in processione la reliquia del suo cranio si è ottenuta spesso la pioggia.
Famoso è un episodio del 1529 quando, essendo di notte la città assaltata di sorpresa dalle truppe francesi del conte Caracciolo, i cittadini si sentirono chiamare nel sonno da un guerriero che li andava avvertendo del pericolo imminente. Essi, raggiunte le mura, videro nel mezzo di un bagliore la Madonna dei Martiri, S. Corrado, nel quale riconobbero il misterioso guerriero, e S. Nicola. L’esercito francese, atterrito, fuggì.
Molfetta fu immune per sua intercessione da molte epidemie, tra cui la pestilenza del 1657. Dal 1893 il corpo è custodito in una teca mobile d’argento e cristallo, spostata nel 1981 nella cappella dei SS. Pietro e Paolo della Cattedrale. In una cassaforte si conserva il busto argenteo contenente il teschio, ed il reliquiario della terza vertebra cervicale, portato un tempo al capezzale dei moribondi. Frammenti delle ossa sono sparsi nelle varie chiese della città. Nella seconda metà del sec. XVII furono edificate le chiese del Purgatorio, di San Domenico e della Morte, in cui erano seppelliti i cristiani deceduti durante la peste.

Tempera raffigurante san Corrado di Baviera (arco di san Nicola), al termine di via Piazza.

La Cattedrale di Molfetta è da ricollegarsi alla costruzione del Collegio dei Gesuiti con l'annessa chiesa, iniziati nel 1615. Ai lati del grande altare maggiore si aprono due cappelloni, uno dedicato all'Addolorata e l'altro all'Assunta. In quest'ultimo è collocata la pala d'altare dell'artista Corrado Giaquinto, datata 1747, raffigurante l'ascensione della Vergine, mentre più in basso, intorno al suo sarcofago, sostano San Nicola di Bari, San Corrado di Baviera, Sant'Antonio da Padova e S.S. Pietro e Paolo. Corrado di Baviera, noto anche come Corrado di Chiaravalle (Ravensburg, 1105 – Modugno, 15 marzo 1155), è stato un monaco cistercense ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. La chiesa di San Corrado (Duomo) è un importante luogo di culto cattolico di Molfetta, nella città metropolitana di Bari, situato ai margini del borgo antico della città, di fronte al porto. Fino al 1785 è stata la cattedrale della diocesi di Molfetta. È considerato il simbolo della città di Molfetta. La chiesa venne costruita fra il 1150 e la fine del Duecento. Sino al 1970 S. Corrado fu onorato con solenni festeggiamenti. La grande festa patronale, salvo poche eccezioni, si svolgeva nella penultima domenica di luglio. Nel 1971 la grande festa patronale di S. Corrado fu abolita dall'Amministratore Apostolico Mons. Settimio Todisco. 

O fulgido esempio,
d’amore penitente,
del mondo gli onori,
le gioie, i piaceri,
un nulla stimati
vivendo nascosto,
con animo lieto
per Cristo Signor.
O Santo Corrado,
patrono propizio
a quanti t’invocano
concedi benigno
la Grazia d’amare
il Divino Redentore,
compiendo con gioia
la Sua volontà. Amen.

San Corrado è coprotettore della città di Molfetta assieme alla Madonna SS. dei Martiri.

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