Pantaleo Carabellese.

Pantaleo Carabellese (Molfetta, 6 luglio 1877 – Genova, 19 settembre 1948) è stato un filosofo italiano.
Laureato in storia a Napoli (1901) e poi a Roma in filosofia (1906), insegna filosofia a Palermo (1922-1929) e a Roma (1929-1948), sposandosi nel 1936. A partire da una critica ferrata alla dottrina cartesiana (Le obbiezioni al cartesianesimo, 3 volumi, 1946; Il circolo vizioso in Cartesio, 1938), portò a compimento studi critici su diversi autori, tra i quali spiccano Immanuel Kant e Antonio Rosmini (tesi di laurea). Elaborò la dottrina dell'"ontologismo critico", in cui l'essere non è mero oggetto della coscienza ma è a essa intrinseco come fondamento irriducibile, cioè "essere-di-coscienza", che in ultima istanza altri non è che Dio (che, come già asseriva Vico, "è" e non "esiste").

Difese l'oggettività essenziale dell'Essere e la filosofia, non come sapere specialistico trincerato, ma come operatrice "per l'umanità tutta" così che "la coscienza filosofica esplica quella teoria che nel diversificarsi concreto della spiritualità risulta necessariamente implicita." E allora "lo sforzo della filosofia non potrà mai, quindi, essere compiuto atto"--seppure "la teoria...si...attu[i] sempre in una pratica, che è l'altro termine del concreto" (Il Problema della Filosofia da Kant a Fichte, p. 7). Insomma Carabellese difese la filosofia come ascesa teoretico-razionale a realtà teologiche, o come sentiero che volge al fondamento comune della vita politica e che alla politica rimane irriducibile. (Wikipedia).

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