Il presepe. Personaggi e curiosità.

Il presepe (o presepio) è una rappresentazione della nascita di Gesù, che ha avuto origine da tradizioni medievali; inizialmente italiana, l'usanza di allestire il presepio è diffusa oggi in tutti i paesi cattolici del mondo.



Oggi l'usanza di allestire il presepe è unita anche a quella di allestire un albero di Natale in casa. La tradizione molfettese vede l'allestimento, in casa, del solo presepe, realizzato con la presenza di tutta la famiglia. E' un bel momento di unione familiare e ricordo delle vecchie usanze e tradizioni. Anche in molte chiese molfettesi viene allestito il presepe, ricordiamo la chiesa San Domenico (nel 1916 per iniziativa del rev. don Ilarione Giovene fu realizzato nella chiesa di S. Domenico un artistico presepe con personaggi in cartapesta di scuola leccese in cartone romano), la Basilica Madonna dei Martiri (in una cappella, denominala: "del Presepe", con le statue, in pietra, di San Giuseppe, della Vergine Maria e di Gesù Bambino e il presepe vivente presso l'ospedaletto dei Crociati) e la parrocchia Immacolata. Nel 1670 il rev. don Giuseppe De Luca realizzò presso la propria abitazione un presepio, che destò curiosità fra i cittadini. Importante per l'allestimento del presepe, secondo le antiche usanze, sono prima di tutto le montagne di colore scuro che simboleggiano la notte e i misteri e poi il cielo stellato che simboleggia la natività. 
I personaggi della Sacra Famiglia sono l'elemento cardine di tutti i presepi. Molto importanti sono anche gli Angeli che avvisano i lavoratori della nascita di Gesù. Ricordiamo anche il personaggio "Benino" che sarebbe il pastorello che dorme su una collina, (La tradizione popolare vuole che Benino dorma e nel sonno sogni il Presepe “Guai a svegliarlo... di colpo sparirebbe il Presepe") simboleggia l’umanità indifferente al messaggio, che viene dalla grotta, che non si accorge della salvezza che porterà quel bambino. L’oste nella tradizione popolare raffigura colui che avrebbe scacciato
Maria e Giuseppe dalla propria locanda. Le statuine che rappresentano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono aggiunte tradizionalmente la notte precedente l'Epifania. I pastori costituiscono la classe sociale più povera e sono i primi personaggi ad adorare il Bambino. Gli artigiani invece rappresentano tutte le professioni praticate in quel tempo e sono probabilmente la categoria più complessa. I più classici sono i fabbri, le donne incaricate di lavare i panni presso il ruscello diventato, soprattutto negli ultimi anni, un elemento essenziale, gli allevatori intenti a mungere bovini, i muratori... Non mancano comunque statuine ritraenti personaggi più particolari. Come per i pastori non esiste limite alla loro quantità, ma nei presepi più semplici possono essere omessi. Sono rappresentati mentre svolgono le loro attività, ma si riesce a cogliere facilmente dalla posizione e, nel caso di statue grandi e dettagliate, dall'espressione la distrazione provocata dalla notizia. Insieme ai pastori sono solitamente collocati di fronte alla capanna e, per festeggiare l'evento suonano zampogne o zufoli (la classificazione di alcuni di questi personaggi è spesso ambigua in quanto le statuine li rappresentano insieme a pecore o con altri elementi tipicamente legati alla pastorizia). Nel presepio compaiono numerosi animali. L'asino è collocato nella stalla dietro la mangiatoia ospitante Gesù, ed è, secondo alcuni, quello che avrebbe accompagnato Maria e Giuseppe nel loro viaggio. Nonostante il bue sia, come l'asino, citato solo in fonti apocrife, è considerato da tutti un elemento basilare e significa sottomissione. Secondo alcuni avrebbe indicato, con i suoi muggiti, alla Sacra Famiglia l'esistenza della stalla. Le pecore: solitamente sono molte e vengono disposte nei pressi dei pastori; nei presepi più elementari il rapporto vede in vantaggio i secondi in quanto essi ne prevedono solo un paio. I cammelli (a volte anche dromedari) vengono spesso aggiunti insieme ai Re Magi e sono solitamente, per le loro grosse dimensioni, prerogativa dei presepi più grandi. Sono talvolta presenti anche dei soldati, solitamente armati e abbigliati nella classica maniera romana, costituiscono la guardia della fortezza di re Erode inserita in un angolo del presepio o ricordano ai personaggi il censimento e la strage di Erode. A volte è anche rappresentato il castello di Erode. Importante in un presepe è anche il fiume che rappresenta la sacralità dell'acqua, segno presente in tutte le mitologie legate alla morte e alla nascita divina. Un personaggio particolare è la zingara che preannuncia la crocifissione, un destino spesso sinistro. Il personaggio cercatore con la lampada è il simbolo del cuore e della rinascita attraverso gli spaventi della notte. il macellaio, associato al sangue e alla morte, incarna il diavolo.
Il presepio pugliese è caratterizzato dalle figure artistiche in cartapesta, cui spesso si affiancano elementi architettonici ed addirittura vegetali realizzati con lo stesso materiale. La produzione di statue e statuine cartapesta è tipica del Salento e di Lecce in particolare. La tradizione è viva ancora oggi.
La tradizione di statuine da presepio in cartapesta risale al Settecento. Fu il leccese Mesciu (maestro) Pietru de li Cristi, soprannome di Pietro Surgente (1742-1827) ad inaugurare la tradizione, poi seguita dai grandi cartapestai nell'Ottocento, quasi tutti ricordati col loro soprannome. Interessante è il contributo di coloro che praticavano come professione principale quella del barbieri, che nelle ore libere modellavano sia cartapesta sia creta, usando stampi appositi.
Tra i presepi leccesi più noti si ricordano quello dell'Istituto Marcelline (1890 - di Manzo e De Pascalis ed Agesilao Flora) e i due conservati all'interno del municipio: uno del Guacci e l'altro di Michele Massari (from: Wikipedia).

Molfetta nel passato.

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