San Nicola, tradizione e doni ai bambini.

San Nicola. 6 Dicembre.

" Sènda Necòele vè pe mère
  vè vestut'a mèrènere
  vè cu libre e cu bastòne
  vè cu sacche e ne uegnòne.
  E' nu vecchie Menzignòere
  vè de notte a nisciun'or:
 mètte dulce e chembitte,
 mètte fiche e cecchelate,
 ind'o scarpe preparate".

La tradizione molfettese vuole che la notte tra il 5 e il 6 Dicembre, San Nicola arriva dal mare, vestito da marinaio e con un grosso bastone, e dona a tutti i bambini tantissimi regali e dolcetti. In passato (parliamo del periodo dopo la seconda guerra mondiale) molto spesso i bambini ricevevano in dono, frutta e dolcetti fatti in casa; i regali erano rari e consistevano in bambole di pezza oppure carretti in legno.
Si usava in passato regalare mandarini, arance, "r pstazze" (carrube; i nostri nonni la chiamavano la cioccolata dei poveri proprio per la ricchezza di zuccheri e grassi), frutta candita, mandorle, castagne, ciambelle, cuscinetti di Gesù Bambino, cachi ("l' cocc alla veniglie") caramelle e liquirizie. A Molfetta esiste anche una contrada chiamata de “r pstazz” (del carrubo) per la presenza di molti alberi di carrubo.


San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò (Patara di Licia, 15 marzo 270 – Myra, 6 dicembre 343), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo greco di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell'Impero bizantino, che si trova nell'attuale Turchia.

È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

Le sue reliquie sono conservate a Bari, Venezia, Rimini, Saint-Nicolas-de-Port (Francia), Bucarest, Volos (Grecia) e Cernomorets (Bulgaria). Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano greci cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse, secondo le fonti più diffuse, prematuramente i genitori a causa della peste. Divenne così erede di un ricco patrimonio che distribuì tra i poveri e perciò ricordato come grande benefattore.

In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l'attività apostolica.

Non è certo che sia stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325: secondo la tradizione, comunque, durante il concilio avrebbe condannato duramente l'Arianesimo, difendendo l'ortodossia, ed in un momento d'impeto avrebbe preso a schiaffi Ario. Gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno confermerebbero la sua fede radicata nei principi dell'ortodossia cattolica. Ottenne dei rifornimenti durante una carestia a Myra e la riduzione delle imposte dall'Imperatore.

Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion. Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio.

San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.
Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l'abbia gettato nella casa dell'uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio.
Un'altra leggenda narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
Per questi episodi San Nicola è ritenuto un santo benefattore e protettore, specialmente dei bambini.

Viene festeggiato il 6 dicembre e il 9 maggio. Le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087. Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l'Oriente, entrarono in competizione per il trasferimento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì di circa metà dello scheletro di Nicola, che giunse a Bari il 9 maggio 1087.

Secondo la leggenda, le reliquie furono depositate là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono[2]. Alcune colonne del tempio, poi, seguirono la nave dei marinai baresi fino a Bari. Si trattava in realtà della chiesa dei benedettini (oggi chiesa di San Michele Arcangelo) sotto la custodia dell'abate Elia, che in seguito sarebbe diventato vescovo di Bari. L'abate promosse tuttavia l'edificazione di una nuova chiesa dedicata al santo, che fu consacrata due anni dopo da Papa Urbano II in occasione della definitiva collocazione delle reliquie sotto l'altare della cripta. Da allora san Nicola divenne compatrono di Bari assieme a San Sabino e le date del 6 dicembre (giorno della morte del santo) e 9 maggio (giorno dell'arrivo delle reliquie) furono dichiarate festive per la città. Il santo era anche presente, fino al XIX secolo, sullo stemma della città tramite un cimiero. Il suo emblema è il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete (od anche tre palle d'oro) queste in relazione alla leggenda della dote concessa alle tre fanciulle. Nello stemma di Collescipoli (Terni) è rappresentato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Negli affreschi dell'Abbazia di Novalesa (XI secolo), tra i primi conosciuti in occidente[6], porta il pastorale e indossa una casula blu e una raffinata stola a motivi geometrici. Tradizionalmente viene quindi rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale. L'attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema A Visit from St. Nicholas del 1821 di Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo alla diffusione della figura mitica, folkloristica, di Babbo Natale.

Nella Chiesa ortodossa russa san Nicola è spesso la terza icona insieme a Cristo ed a Maria col Bambino nell'iconostasi delle chiese. (From: Wikipedia). Сан - Nicola.
Сан - Никола ди Бари, Noto Anche приходят Сан-Никола ди Майра, Сан - Никола деи Lorenesi, Сан-Никола Маньо, Сан - Никколо е Сан-Николо (Патара ди Licia, 15 Marzo 270 - Майра, 6 Dicembre 343), è Венерато приходят Санту Далла Кьеза Каттолику , Далла Кьеза ortodossa е да разнообразно Altre confessioni cristiane, фу Vescovo Greco-ди-Майра (OGGI Демре), Una città situata в Licia, уна Provincia dell'Impero Bizantino, че си Trova nell'attuale Turchia.

Э. Noto Anche аль-ди-Fuori дель Mondo Кристиано perché ла зиа Figura га Дато Origine аль мито-ди-Санта-Клаус (о Klaus), conosciuto в Италии приходят Babbo Натале.

Le посудить reliquie Соно conservate Бари, Венеция, Римини, Saint-Nicolas-де-Порт (Francia), Bucarest [1], Волос (Греция) Cernomorets е (Болгария). Патара ди Licia, тра IL 261-е изд иль 280, да Эпифанио е Giovanna Che erano Греки Cristiani е benestanti. Cresciuto в ООН Ambiente ди Феде Cristiana, Перс, Secondo ле Fonti più диффузный, prematuramente я genitori в саиза делла Peste. Divenne così erede ди ун Ricco Патримонио Che distribuì тра я повери е perciò ricordato приходят гранд benefattore.

В seguito lasciò ла зиа città Натале е си trasferì Майра голубь Venne ordinato Sacerdote. Алла морте дель Vescovo ди Майра Управлением городского, Venne acclamato декалитров Пополо приходят Nuovo Vescovo. Imprigionato ред esiliato нель 305 Durante ла persecuzione ди Diocleziano, фу пои Liberato да Костантино нель 313 е riprese l'Attività Apostolica.

Non è Certo Che Stato UNO SIA деи 318 partecipanti аль Concilio ди Никея-дель-325: Secondo ла Tradizione, comunque, Durante иль Concilio avrebbe condannato duramente l'Arianesimo, difendendo l'ortodossia, изд в Ун Моменто d'Импэто avrebbe PRESO schiaffi Ario , Gli Скритти ди Андреа ди Creta е ди Джованни Damasceno confermerebbero ла зиа FEDE radicata неи Principi dell'ortodossia Каттолика. Ottenne дей rifornimenti Durante уна carestia Майра е ла riduzione делле imposte dall'Imperatore.

Мори в Майра иль 6 Dicembre, presumibilmente dell'anno 343, Forse нель Монастеро ди Сионе.

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