Virgilio Guzzi.


Virgilio Guzzi (Molfetta, 1902 – Roma, 1978) è stato un pittore e critico italiano.
Esponente della Scuola Romana, fu presidente dell'Accademia di San Luca dal 1974 al 1976. Critico de Il Tempo, fu docente all'Accademia di belle arti di Roma.
Dei suoi volumi di critica d'arte si ricordano: Pittura italiana contemporanea, 1931; Amore degli antichi, 1960; Arte d'oggi, storia di otto biennali, 1964; Il ritratto nella pittura italiana dell'Ottocento, 1968.
Traendo ispirazione dai ritratti di Antonello da Messina, nel 1922 dipinse il suo primo Autoritratto (1922: collezione privata, in Scartafaccio, Roma 1978), che mostra con evidenza quella che sarà una costante della sua visione artistica, ovvero la necessità di trovare un equilibrio tra il museo e la realtà che si coglie attraverso l'osservazione del vero. Come pittore il Guzzi esordì a Roma nel 1929, esponendo alla I mostra del Sindacato laziale fascista di belle arti una Natura morta (1928: collezione privata, in Ulivi) dipinta, con schietto realismo, durante il soggiorno ad Anticoli. Nel 1930 collaborò per breve tempo, come critico d'arte, al quindicinale romano Civiltà fascista, diretto da L. Volpicelli, pubblicando tra l'altro, il 20 novembre, le Note su Mafai e Scipione. Nel 1934 partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove espose una natura morta e Mio fratello avanguardista. Nel 1939 inviò tre opere alla III Quadriennale di Roma, una delle quali, Pesche e fiori. Nel 1954 iniziò l'insegnamento di storia dell'arte presso il Centro sperimentale di cinematografia. Morì a Roma il 9 novembre 1978.

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