L'arancia rotta all'acqua e la colazione del passato.

In passato cosa si mangiava a colazione, e quali erano le abitudini alimentari? Fino alla metà del 1900 molti usavano preparare, sopratutto a colazione, l’arancia rotta all’acqua ("merenge rutt all'acque"), preparata tagliuzzando le arance a fette ed immergendole in acqua tiepida, condita con olio di oliva, sale e a volte anche pepe (molti la mangiavano anche di sera).
La colazione che conosciamo oggi, con cornetto, croissant e caffè, inizia a svilupparsi intorno agli anni 60; precedentemente si usava mangiare una zuppa di latte di mucca (latte acquistato da venditori ambulanti porta a porta) con pane raffermo o solo pane raffermo con acqua, anche se per molti era considerata comunque una colazione costosa; oppure si mangiava un frutto, oppure si mangiava un pezzo di pane con la "pric o pràc". Solitamente la colazione non era abbondante fino ai primi anni del 1900 e i prodotti che si consumavano erano principalmente tutti prodotti in casa; anche i dolcetti erano rari da vedere a prima colazione perchè costosi. Alcuni compravano (fine anni 50) il gianduiotto a pezzi, oppure il cioccolato bianco e al cacao, tagliato a fette, al costo di circa 10 Lire. Per quanto riguarda il caffè invece, fino agli anni 50 il caffè era considerato una bevanda di lusso. Durante la metà degli anni 60 arrivano sulle tavole della prima colazione anche i primi prodotti da forno confezionati, le prime cioccolate bianche confezionate e dal 1964 la celebre crema spalmabile industriale alla nocciola e cioccolato. Durante gli anni 70 fanno la loro comparsa le prime fette biscottate. 


La Chiesa cattolica influenzava notevolmente le abitudini alimentari, sopratutto durante il Medioevo; il consumo di carne era proibito ai Cristiani per un buon terzo dell'anno, e tutti i cibi di origine animale, tra cui le uova e i latticini (ma non il pesce) erano generalmente proibiti durante la Quaresima e i digiuni. Inoltre tutti osservavano il digiuno prima di ricevere la Comunione e tali digiuni potevano durare anche un giorno intero e comportavano l'assoluta astensione dal cibo. 
Durante il Medioevo i mercoledì, i venerdì e talvolta i sabati, oltre a varie altre date, tra cui la Quaresima e il periodo dell'Avvento, erano dedicati al digiuno. La carne e i prodotti di origine animale come latte, formaggio, burro e uova non erano permessi, si poteva mangiare solo il pesce. Molti usavano mangiare (sopratutto la sera) anche la famosa "cialletta". Durante il Medioevo, generalmente i pasti erano 2: pranzo e cena e piccoli spuntini tra i pasti erano abbastanza comuni. Dal XIII secolo in poi andò affermandosi un'interpretazione più formale del digiuno. I nobili erano attenti a non consumare carne nei giorni di magro, ma comunque molti mangiavano abbondantemente altro e il latte di mandorle rimpiazzava il latte di origine animale. Durante il Rinascimento solo i ricchi potevano permettersi le vivande più preziose arricchite da ingredienti costosi
come le spezie orientali (la noce moscata costava quanto mezza dozzina di buoi)
e lo zucchero (bruno, perchè zucchero di canna) che arrivava dall'oriente
avvolto in foglie di palma. Mentre nelle famiglie meno abbienti, i capi famiglia prima di lasciare la casa per andare a lavoro consumavano una colazione a base di una fetta di pane o un pezzo di formaggio e mezzo bicchiere di vino. Questa è la regola dei poveri, che nell'arco della giornata dovevano consumare altri due pasti: il pranzo, verso le undici e trenta, e la cena al tramonto quando i capi famiglia tornavano a casa dai campi prima che fossero chiuse le porte della città, a sua difesa. 

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