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Il Simulacro ligneo di Santa Caterina d'Alessandria.


(Foto di Giuseppe Roppo).
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Il Simulacro Ligneo di Santa Caterina d'Alessandria, attualmente conservato presso il Museo Diocesano di Molfetta, era precedentemente presente presso il Duomo di San Corrado di Molfetta. Provenienza: Duomo Vecchio di San Corrado. 
Santa Caterina d'Alessandria (287 – Alessandria d'Egitto, 305) Vergine e Martire, è venerata come Santa dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e, in generale, da tutte le Chiese Cristiane che ammettono la venerazione dei Santi. Oltre all'incerta data di nascita (probabilmente 287) e al fatto che fu sottoposta a martirio ad Alessandria d'Egitto nel 305 (circa), della sua vita si sa poco ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari. Esistono anche delle fonti scritte, tutte però posteriori di diversi secoli; la più antica è una Passione in greco del VI-VII secolo; poi ci sono un'altra passione dell'XI secolo e la Leggenda Aurea, che risale al XIII secolo.
Caterina fu arrestata e ricevette dall'imperatore, che si era invaghito di lei, la proposta di sposarlo, affermando che per questo avrebbe ripudiato anche la propria moglie. La principessa non volle saperne e, riconfermando la sua fede in Cristo suo sposo, subì offese, percosse e prigionia senza piegarsi. Di nuovo Massimino tornò a proporle il matrimonio e, vedendo l'ostinazione della fanciulla, ordinò che fosse passata e dilaniata dentro le ruote dentate. Questo strano supplizio doveva essere comune in una città operosa e ricca come Alessandria, dove per la lavorazione della lana e della canapa, si usavano grandi cardatoi, costituiti da ampie ruote affrontate, munite di uncini, le quali, girando l'una dentro l'altra, cardavano in notevole quantità la materia tessile. Gli uncini e le lame però si piegarono sulle tenere carni di Caterina, le ruote s'infransero e la Santa non ebbe la minima scalfitura. La stessa cosa accadde quando i carnefici la sottoposero a una lunga fustigazione: le sue carni ne uscirono senza offesa e senza alcun segno. La Santa è raffigurata o presso una ruota uncinata o infranta. Una versione della leggenda dice che un fulmine infranse la macchina che doveva stritolare il suo corpo.
Presso Molfetta, Chiesa di San Domenico è presente un'altra statua di Santa Caterina d'Alessandria, precisamente nelle due nicchie della facciata esterna; collocate le statue in pietra di S. Caterina d'Alessandria e S. Maria Maddalena. La costruzione, in pietra, della facciata della Chiesa è in stile barocco e fu iniziata nel 1636 a spese di mons. Giacinto Petronio.
(Ringraziamo: Giuseppe Roppo).

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