Antiche usanze: il "taglio dei vermi".


In passato si pensava che non tutti i mal di pancia erano frutto di una semplice indigestione. Un tempo si riteneva che esistessero dei vermi maligni, opera dei demoni, che si rifugiavano sopratutto nella pancia della gente causando ansia e forti preoccupazioni, ad esempio dopo un gran spavento. Il rito per il "taglio dei vermi" (che non si sostituiva alla medicina convenzionale) è effettuato spesso da una donna (la "tagliavermi" o "guaritrice del paese") ed inizia con un segno della Croce, sul ventre del soggetto (a volte con le mani unte di olio) e prosegue recitando preghiere per tre volte (spesso il Padre Nostro o Gloria al Padre) e si conclude sempre con un segno della Croce sul ventre, nella zona ombelicale dell’ammalato (a volte anche con un leggero pizzicotto); a volte erano recitate preghiere in lingua vernacolare. Spesso la donna era ricambiata con un baratto, per non lasciare il peso della riconoscenza. Questa usanza, ancora presente, è tipica dell'antica cultura cristiana pugliese e molfettese, ma spesso è ancora presente anche in alcune zone di tutto il Sud Italia. Inoltre quando la "tagliavermi" era molto anziana e dunque quasi impedita a mantenere l’impegno di curare, veniva effettuato un vero e proprio lascito, di questo "dono", tramite un "Rito" ad un altro soggetto (spesso da suocera a nuora) che doveva proseguire questa importante tradizione e missione.

Molfetta nel Passato.

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