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Complesso "Chiuso della torre".

Chiuso della torre

Torre "Chiuso della Torre - Turris Furcata"; contrada della Chiusa Vetrana, Molfetta - attuale contrada chiuso della torre.
E' una delle più antiche torri dell'agro molfettese, in parte ancora visibile, infatti la sua origine risale all'800 d.C. Fu sede del Catapano (Governatore bizantino di province), poi accolse un cenobio di frati (infatti al suo interno era presente un affresco che raffigurava un frate mentre spezza il pane). Era una fortificazione alta circa 18 metri composta da 2 piani, 2 saettiere (feritoia da cui gli arcieri lanciavano le loro frecce; balestriera), ambienti sotterranei (ormai sepolti) e alcuni ritengono anche da cunicoli sotterranei, mai ritrovati, che conducevano ad altre torri presenti in zona e addirittura nei pressi del centro di Molfetta.
Era cinta da un alto muro (in parte ancora visibile) con portale ad arco bugnato sorretto da un'edicola in pietra scolpita che riproduceva la Madonna dei Martiri. Questa torre subì le incursioni e i saccheggi da parte dei Saraceni, nel 980 e nel 998 d.C. che in parte distrussero questa torre, poi qualche anno dopo ripristinata.
Il suo nome (Chiuso della torre) deriva dalla circostanza che si trova in una chiusa naturale con rilievi circostanti. Il termine Turris Furcata deriva dal fatto che nel '847 d.C. furono posizionate, ad opera dei bizantini, delle forche per amministrare la giustizia, altri ritengono che questo termine derivi dal fatto che in quella zona era presente una biforcazione, un bivio di 2 strade vicinali. Sicuramente, comunque, presso questa torre erano eseguite le condanne a morte dei prigionieri, per impiccagione (erano condotti molti prigionieri della terra di Bari).
Chiuso della torre


Uno degli ultimi proprietari (nel 1700) di questa torre fu Mariano Filioli e lo attesta il fatto che nella torre era presente un suo dipinto che lo raffigurava.
Questa torre è in completo stato di abbandono già dal 1700 (attualmente inglobata nella zona ASI alle spalle di capannoni e centri commerciali).

Nelle vicinanze ricordiamo anche l'antico casale di S. Primo, contrada Salmo (attualmente sono visibili solo alcune pietre delle fondamenta) ormai distrutto e i cui resti furono utilizzati per la costruzione della masseria Casale (villa Pansini) 1719 - Famiglia Passari.

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Testo: Molfetta nel Passato.

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